Pane, amore e fantasia (1953)

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Sono pochi i film che parlano dell'Abruzzo (o almeno son pochi e malfatti quelli che ho avuto modo di vedere io), ma ce n'è uno che forse conoscete tutti, almeno per il titolo: parlo di "Pane, amore e fantasia", il primo della fortunata tetralogia "Pane, amore e...".

Non vi svelerò quasi nulla della trama, voglio solo condividere con voi qualche curiosità "abruzzese" riguardante il territorio, la tradizione, il dialetto, la musica, la sceneggiatura.



1. L'ambientazione

Il soggetto (candidato all'Oscar nel 1955) e la sceneggiatura sono di Luigi Comencini e di... Ettore Maria Margadonna! Abruzzese di Palena (Chieti), paese a confine con la provincia aquilana: siamo nell'Abruzzo più profondo, quello dei paesini arrampicati ai fianchi delle montagne.


Proprio a Palena si recarono i due sceneggiatori (Luigi Comencini è anche il regista) con tutta l'intenzione di girare lì il film: purtroppo il centro del paese dopo la ricostruzione post bellica si prestava poco a ricostruire il fondo ideale per le vicende narrate nel film.

La cittadina della finzione si chiama Sagliena e il lungometraggio è stato girato, alla fine, nel Lazio, a Castel San Pietro Romano. Poco male in fondo: Pane, amore e fantasia è la storia di un qualunque paesino prosperato sul fianco dell'Appenino del centro Italia, dondolato dalle irriguardose scosse di terremoto con cui da sempre la popolazione (non solo) abruzzese convive e che conserva ancora intatte le cicatrici dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Una delle prime scene del film, quando il protagonista maschile, il maresciallo Carotenuto, arriva in paese, ironizza amaramente proprio sulla condizione degli edifici: sono tutti distrutti, crollati, devastati a causa dei terremoti o delle bombe.


2. La lingua


L'attrice protagonista è Gina Lollobrigida. Interpreta una donna del popolo: Maria De Ritis detta la Bersagliera (è ancora viva la tradizione di dare questo soprannome a donne determinate, tenaci, dal carattere forte). Oltre a indossare vestitini alla Jeanne Damas durante tutto il corso della storia,alla fine del film, per la festa del paese, Maria indossa il vestito tradizionale abruzzese.

La scelta della Lollo (♥) per il ruolo della Bersagliera non credo sia dovuta unicamente al bell'aspetto e al carisma indubbiamente necessari per dar vita alla protagonista della storia; una freccia all'arco dell'attrice è anche la provenienza, il luogo di nascita.
Gina Lollobrigida è nata a Subiaco, un paese della provincia di Roma, nel Lazio, ma molto spostato verso l'entroterra, verso l'Abruzzo. Il dialetto è simile (simile, non uguale!) nel suono e nella cadenza a quello dell'abruzzese montano. La Bersagliera è una donna semplice, una donna di paese che parla la lingua del popolo: il dialetto - o meglio un italiano dialettale, per venire incontro ad esigenze cinematografiche.

Inoltre proprio nello stesso anno in cui la famiglia della Lollobrigida si trasferì a Roma, anche il paese natale dell'attrice fu sfigurato dalla guerra. Condividendo il destino della cittadina immaginaria di Sagliena anche Subiaco subì i devastanti effetti dei bombardamenti nel centro storico e non solo: a venir giù furono perfino parte del monastero di Santa Scolastica e la stazione ferroviaria (mai più ricostruita).



3. La musica e il folclore

La canzone "tema" del film è un riarrangiamento (a opera di Alessandro Cicognini, altro abruzzese) di un brano della tradizione popolare abruzzese. Il brano in questione si intitola All'orte ("all'orto") e più che una canzone è una filastrocca musicata, come del resto gran parte delle canzoni del folclore.

Un'altra canzone del film è quella spesso cantata dalla Bersagliera: Sole lucente. Musica di Cicognini, parole di Nicola Salerno - napoletano.


Un'altra "citazione" musicale, questa volta molto meno esplicita e non saprei nemmeno dire se volontaria o meno, ha invece a che fare con la tradizione della canzone classica napoletana (e infatti sorrentino è il maresciallo Carotenuto - inconfondibile il cognome - protagonista maschile della storia). La scena della gif qui sopra infatti mi ricorda molto i versi di una canzone napoletana molto cantata anche in terra abruzzese, Reginella:

Oje cardillo, a chi aspiette stasera? / Nun 'o vvide? aggio aperta 'a cajóla! / Reginella è vulata, e tu vola! / Vola e canta, nun chiagnere ccá. / T'hê 'a truvá na padrona sincera / Ch'è cchiù degna 'e sentirte 'e cantá.

(Trad.: Ehi cardellino, chi aspetti stasera? Non vedi? Ho aperto la gabbietta! Reginella è volata, vola anche tu! Vola e non piangere qui. Devi trovarti una padrona sincera più degna di sentirti cantare).

Il cardellino liberato da De Sica è della Bersagliera, come è di Reginella il cardellino liberato dall'uomo che è la voce narrante della canzone di Libero Bovio.


Quante di queste piccole curiosità sapevate già?

***

Infine, nel caso in cui non abbiate mai visto il film, vi fornisco un'ultima motivazione per vederlo: la presenza della straordinaria Tina Pica, seppure in un ruolo minore: la governante Caramella.



N.B. Tutte le gif sono prese dallo straordinario sito giffetteria.it che trovate anche su Twitter e che ha inconsapevolmente stimolato la stesura di questo post con questo tweet.

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