Delle bellezze del nostro paese e del perché dovete vantarvene come se non ci fosse un domani

by - 13:00

Su Twitter c'è stato ieri l'ennesimo, inutile, deprimente catfight. Non presto mai attenzione alle diatribe poco costruttive, eppure continue, che esplodono sui social: Vasco Rossi fa schifo / Vasco Rossi è la storia della musica; reggiseno sì / reggiseno no; l'allattamento al seno fa rabbrividire / viva l'allattamento a richiesta è MadreNatura che ce lo chiede.
Alla fine si parla sempre delle stesse cose e sia da una parte - quella della presunta ragione - sia dall'altra - quella del presunto torto - si portano avanti argomentazioni con ignoranza tale da far passare la voglia di credere alla teoria dell'evoluzione e del progresso storico.

SPOILER: l'ignoranza non vi rende arguti, simpatici, divertenti. L'ignoranza vi rende ignoranti. Fin.

Stavolta in particolare tutto è nato da un innocente tweet di @_nondelfilo sulla faida territoriale Cagliari-Sassari. Ogni italiano sa bene che una delle caratteristiche più simpatiche e peculiari del nostro territorio è la lotta intestina per la supremazia culinaria / estetica / architettonica-artistica / dialettale / paesaggistica fra capoluoghi di provincia e/o paesini.

Conseguenza positiva: ne è nato un thread interessante e divertente in cui, accapigliandosi più o meno scherzosamente, ciascuna parte portava acqua al suo mulino enumerando bellezze e peculiarità del proprio territorio. Sfoggio di nomi dialettali di pietanze e luoghi, abitudini culinarie sconvolgenti (a Sassari bagnano il pane carasau!?) e via discorrendo. Ho scoperto un sacco di cose divertenti e "peculiari" del territorio, raccontate in 140 caratteri direttamente da chi ci vive (specialmente da chi vive magari anche nei luoghi meno cool e sponsorizzati). La discussione di sicuro perciò ha allietato anche i non autoctoni come me - chi mi segue da un po' saprà già che sono abruzzese.

Francavilla al mare (CH)


Conseguenza negativa: in qualunque dibattito più o meno acceso c'è sempre una parte che riesce a umiliare la propria intelligenza facendo osservazioni a sproposito o veramente figlie della più completa e cieca ignoranza. In particolare:


Quando ci si proclama persone acculturate, intellettuali ed emancipate bisogna anche impegnarsi a saper fare osservazioni a proposito, non credete? Ma aspettate: manca la ciliegina sulla torta.


Ed è qui che vi volevo. Ci ho messo un po' per arrivare al punto e mi scuso se mi dilungherò eccessivamente, ma sto già cercando di sforzarmi per non essere insultante.

Fiume Pescara durante le nevicate di gennaio 2017


Sono due i punti fondamentali che mi preme sottolineare:

1) L'ITALIA È UN TERRITORIO CON DEI LIMITI MA, SORPRESA DELLE SORPRESE, NON LO SCOPRIAMO OGGI GRAZIE AI FENOMENI DI TWITTER
Non scopriamo oggi che alcune zone del territorio nazionale hanno meno risorse su cui contare: si tratti di turismo, agricoltura, industria, economia, trasporti, ecc. L'Abruzzo è una di queste. Spostarsi col treno è una follia (eccezion fatta per coloro che viaggiano sulla tratta adriatica che ha a disposizione le Frecce), rare e sparute sono le opportunità di lavoro, poche le occasioni di svago, la grande città più vicina è Roma (no, Pescara non è una grande città) e potrei continuare a oltranza. Purtroppo il territorio accusa il colpo dei limiti della sua conformazione geografica: l'Abruzzo è un'isola che a confine ha le montagne in vece del mare. È vero, è il 2017, ma checché se ne dica possiamo considerarci a tutti gli effetti una regione meridionale, con tutte le difficoltà che ciò comporta.

Veduta del territorio delle Gole del Sagittario dall'Autostrada dei Parchi (AQ)


2) ELOGIARE E SPONSORIZZARE LE BELLEZZE DEL PROPRIO TERRITORIO NON È DA COGLIONI
Alla ragazza dei tweet precedenti vorrei dire che una delle cause principali del ripiegamento del territorio in cui vive sono proprio le persone come lei.
Quando penso ai limiti di cui prima parlavo del posto in cui sono nata e cresciuta penso anche, ad esempio, alla Toscana. Molta campagna toscana non ha difficoltà dissimili da quelle abruzzesi: piccoli centri isolati, colline verdi a perdita d'occhio da poter affrontare solo in automobile o al più con l'autobus, poche opportunità di svago nei paeselli ecc. Eppure per chiunque (italiano o straniero) la Toscana è una regione magnifica, tanto magnifica da poter soprassedere a queste difficoltà. Sbaglio?
Perciò se la mia regione subisce le difficoltà del territorio, ma ha tanto da offrire, da mostrare, perché dovrei mancare di renderlo noto? Sono convinta che nell'essere orgogliosi della terra che calpestiamo per nascita e non per scelta non c'è nulla di male. Inoltre credo che al mondo non ci sia categoria più spregevole di chi denigra ciò che in qualche modo gli appartiene per sembrare emancipato, di ampie vedute. Sappiate che potete avere uno sguardo sul mondo anche tenendo un occhio e un piede in una piccola realtà.
L'Abruzzo fa cagare? È una terra morta? Visto e considerato che abbiamo l'opportunità di parlare come da un megafono sui social per quale motivo non cerchiamo di promuovere un'inversione di tendenza? Per quale motivo non parliamo - come altri fanno - delle meraviglie della nostra terra? Insomma io vedo in questa demolizione sistematica di ciò che ci appartiene una sorta di corto circuito immunitario, come quando l'italiano all'estero sente l'esigenza - per sembrare di più ampie vedute - di infangare il paese in cui è nato. Ecco, io quello lì lo schifo. E in quel suo atteggiamento denota tutta la sua provincialità.
Qualcuno potrebbe portare alla mia attenzione il diretto antagonista di questo personaggio, ossia l'italiano che all'estero lamenta continuamente la nostalgia per la propria patria o declama insistentemente la netta superiorità italiana su tutto ciò che lo circonda. Ecco, vi dirò che dei due mentecatti trogloditi io preferisco il secondo. Senza ombra di dubbio. Almeno ha un'identità, cosa che al primo decisamente manca. In ogni caso sono convinta che fra questi due estremi di ridicolezza ci sia una sana via di mezzo, che è quella di criticare le evidenti mancanze - magari in prospettiva di un miglioramento - e al contempo promuovere il territorio in ciò che di eccellente ha da offrire.
La ricchezza delle province, dei paesini, delle contrade è tutta in quel che si riesce ad avere di diverso (e forse di migliore) rispetto agli altri. Perciò se il sardo di Alghero mi posta ogni giorno la foto del suo mare meraviglioso perculando un po' scherzosamente chi vive nell'entroterra o nella valle del Po a me va bene. Ne capisco l'intento ironico e mi faccio due risate sognando il momento in cui prenoterò un aereo per andare a fare un tuffo in quelle acque cristalline. D'altro canto mi aspetto che il lombardo, l'emiliano, il campano, il siciliano rispondano sottolineando quel che loro hanno di migliore da fare invidia al resto d'Italia - e mi verrà voglia di andare anche lì. E v'informo che "analfabetismo e malavita" sono purtroppo un po' dappertutto, ma forse più un territorio naviga in cattive acque, tanto più bisognerebbe lottare per riequilibrare i piatti della bilancia.
Di spettacolare in questo paese c'è che a 20 km da dove sono ora sono cambiati dialetto, piatti tipici, paesaggi. Questa è la ricchezza e la varietà di cui dovremmo fare un vanto perenne. Quindi sì, sono abruzzese e me la tiro un casino perché sono nel "polmone verde d'Europa", perché vivo in un gioiello di territorio dove con appena trenta minuti di automobile lascio i trabocchi sul mare e arrivo dove ancora c'è neve, in parchi nazionali con specie che esistono solo qui, perché posso sciare guardando il mare e farmi il bagno con le montagne che sembrano a un palmo dal mio naso. Posso mangiare il torrone aquilano a Natale (e non lo fanno da nessun'altra parte), posso scegliere fra una varietà di piatti tipici  imbarazzante e dai retroscena storici che affondano le loro radici secoli e secoli fa. Posso ancora percorrere i tratturi, strade dalla storia più che secolare, e sul mio cammino imbattermi in chiese che sono l'orgoglio dell'architettura medioevale. Le sculture lignee medievali conservate in abruzzo sono un vero e proprio tesoro nazionale. Abbiamo il ghiacciaio permanente più a sud d'Europa.
Lo so benissimo che queste cose sono le stesse che potrebbe vantare ogni paesino d'Italia, ma allora fatelo! Fatemi venir voglia di venire da voi, io vi farò venir voglia di venire da me. Siccome sono una bieca campanilista provincialotta vi prometto per luglio una serie di post sulle bellezze della mia terra, si sa mai che vi venga voglia in agosto di farvi un giretto.

Cattedrale di Chieti


Francavilla al Mare (CH) dove per intenderci d'Annunzio ha scritto Il Piacere.

Fiume Pescara
P.S. Come potete ben vedere ognuna di queste foto non è stata scattata allontanandosi troppo da casa mia - che non è propriamente nella zona più caratteristica dell'Abruzzo. Le trovate su Instagram. In ogni caso mi propongo di parlarvi nei prossimi post di luoghi che distano più di 20km dalla mia umile magione. ♥

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