Se amare è un po' morire

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τοῖος γὰρ φιλότητος ἔρως ὑπὸ ϰαρδίην ἐλυσθεὶς
   πολλὴν ϰατ'ἀχλὺν ὀμμάτων ἔχευεν,
ϰλέψας ἐϰ στηθέων ἁπαλὰς φρένας.

tale frenesia d'amore, avvolta al mio cuore,
ha versato fitta nebbia sugli occhi
e mi ha rubato dal petto l'anima fragile.

fr. 191 West, Archiloco. Traduzione di Dario Del Corno

***

FRANCIS TURNER
I could not run or play
In boyhood.
In manhood I could only sip the cup,
Not drink –
For scarlet-fever left my heart diseased.
Yet I lie here
Soothed by a secret none but Mary knows:
There is a garden of acacia,
Catalpa trees, and arbors sweet with vines –
There on that afternoon in June
By Mary's side –
Kissing her with my soul upon my lips
It suddenly took flight.

FRANCIS TURNER
Io non potevo correre né giocare
quand'ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa,
non bere –
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti 
là, in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary 
mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,
l'anima d'improvviso mi fuggì.

Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters. Traduzione di Fernanda Pivano

***


[...] auch Hände haben ein Gedächtnis. Jeden Flecken von Jasons Körper haben diese Hände abgetastet, erst heute nacht, aber ist denn jetzt Morgen, und welcher Tag.
[...]
Wie dunkel es auch gewesen ist, als wir an Bord der »Argo« gingen, deine Augen habe ich gesehen und nicht vergessen können, ihr Blick brannte mir ein Wort ein, das ich vorher nicht kannte: Schuld.
[...]
Wie mein Kopf mich schmerzt, Mutter, etwas in mir wehrt sich dagegen, noch einmal in diese Höhlen hinunterzusteigen, in die Unterwelt, in den Hades, wo gestorben und wiedergeboren wird seit alters her, wo aus dem Humus der Toten Lebendiges gebacken wird, [...]

[...] anche le mani hanno memoria. Queste mani hanno esplorato ogni punto del corpo di Giasone, non più tardi di stanotte, ma è mattino adesso, e che giorno?
[...]
Per quanto fosse buio, quando navigavamo a bordo dell'«Argo» vedevo i tuoi occhi e non potevo dimenticarli, il loro sguardo mi ha impresso una parola che prima non conoscevo: colpa.
[...]
Come mi duole la testa, madre, dentro di me qualcosa resiste a scendere ancora in quelle grotte, negli inferi, nell'Ade, dove fin dai tempi antichi si muore e si rinasce, dove con l'humus dei morti si cuoce ciò che è vivo, [...]

Medea. Voci, Christa Wolf. Traduzione di Anita Raja

Pierre-Eugène-Émile Hébert

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