Omaggio

by - 18:38

Edipo Re, Sofocle
Esodo: vv. 1223-1296

Messaggero:
Uomini di questa terra che sempre siete onorati con grandi tributi,
quali azioni ascolterete, quali vedrete, che grande
lutto vi addosserete, se ancora come parenti
vi preoccupate delle case dei Labdaci!
Penso infatti che né l'Istro né il Fasi
potrebbero purificare questa dimora con una catarsi, tanti mali
nasconde, e altri mali presto porterà alla luce
volontari e non involontari: tra le sofferenze
affliggono maggiormente quelle scelte volontariamente.
Coro:
Neppure i fatti di cui eravamo a conoscenza prima mancavano
di essere degni di pianto: cosa riferisci in aggiunta a quelli?
Messaggero:
Il più veloce fra i discorsi da dire e
da apprendere, è morto il sacro divino capo di Giocasta (= è morta la divina Giocasta).
Coro:
O infelice, per quale motivo mai?
Messaggero:
Lei, a causa di se stessa. Ma delle vicende accadute le
più dolorose ancora vi mancano: non ne è infatti possibile la vista.
Tuttavia, per quanto io possa ricordare,
apprenderai le sofferenze di quell'infelice.
Trovandosi infatti presa dal turbamento, piombò dentro
l'atrio, subito si gettava sul letto
nuziale, strappandosi i capelli con entrambe le mani.
Come entrò, chiuse le porte all'interno,
chiamava Laio, cadavere ormai da tempo,
ricordando gli antichi amplessi, a causa dei quali
sarebbe morto e avrebbe lasciato la madre, generatrice
di figli sventurati, ai propri figli;
piangeva il letto, dove, infelice, doppia prole
partorì: un marito dal marito e figli dai figli.
Dopo ciò non so più come morì:
infatti si precipitò dentro Edipo gridando, a causa del quale
non era possible vedere il male di lei,
ma guardavamo lui muoversi tutt'intorno;
si aggirava, infatti, chiedendoci di porgergli la spada,
dove potesse trovare la moglie non moglie,
ma duplice grembo materno, proprio e dei figli.
A lui, furente, qualcuno fra gli dèi diede indicazioni:
senza dubbio nessuno fra noi uomini che gli stavamo attorno.
Gridando terribilmente, come se qualcuno lo guidasse,
si gettò attraverso la porta a due battenti, dai sostegni
incurvò i chiavistelli cavi e piombò nella stanza.
Qui vedemmo la donna impiccata,
stretta in corde intrecciate: egli,
appena la ebbe vista, infelice, gridando in maniera terribile
allentò la corda appesa; quando a terra
fu distesa la sventurata, ciò che avvenne dopo fu insopportabile a vedersi.
Avendo infatti strappato da lei le fibbie
d'oro, con le quali era ornata,
avendole sollevate le affondò nelle orbite dei propri occhi, nelle pupille,
gridando frasi tali, che quegli occhi non avrebbero visto lui
né quali sofferenze pativa, né quali mali compiva,
ma in futuro, nel buio, avrebbero visto coloro che
non bisognava, che quegli stessi occhi non avrebbero riconosciuto coloro che volevano.
Gridando ripetutamente tali discorsi, e non una sola volta,
colpiva gli occhi sollevando le palpebre: le pupille sanguinanti
insieme bagnavano il mento, non lasciavano colare
solo gocce umide di sangue, ma colava insieme una pioggia
nera di grandine e di sangue.
Da due, non da uno, sono scaturiti questi mali,
mali uniti per l'uomo e per la donna.
L'antica felicità di una volta era in passato
giustamente felicità: ma ora, in questo giorno,
pianto, rovina, morte, vergogna, quanti
sono i nomi di tutti i mali, nessuno è lontano.
Coro:
Ora l'infelice è in una qualche pausa dal suo male?
Messaggero:
Grida che qualcuno spalanchi le porte e mostri
a tutti i Cadmei l'assassino del padre,
della madre il... affermando cose empie e che non mi è lecito riferire,
volendo scacciare se stesso dalla regione e di non rimanere
più nella casa, maledetto, secondo la maledizione che pronunciò.
Sicuramente ha bisogno di forza e di qualcuno che gli faccia
da guida, infatti la sciagura è troppo grande da poter essere sopportata.
Lo mostrerà anche a te: ecco infatti le serrature delle porte
si aprono: vedrai presto uno spettacolo
tale che persino uno che lo odia ne avrebbe compassione.


P.S.: La traduzione risulta in più punti pesante e poco scorrevole perché ho cercato di restare più aderente possibile al testo greco. Le eventuali aggiunte sono state fatte per rendere alcuni costrutti anacolutici più comprensibili.
Chi ha avuto il coraggio di leggere ma non si raccapezza può cercare in internet il sunto della tragedia, considerando che questa è l'ultima parte (l'esodo, appunto).

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